territorio

Anticamente tutto il territorio che comprendeva l’Appennino era ricoperto completamente dal mar Mediterraneo. Probabilmente la catena del Gran Sasso e quella dei Monti della Laga si trovavano ad enorme distanza tra loro. Con il passare dei secoli il continuo spostamento naturale dei continenti ha favorito l’avvicinarsi delle due aree, fino a quando l’intera zona in questione si è prosciugata completamente, ad esclusione dell’attuale piana di Montereale che è rimasta ricoperta ancora per un po’ dall’antico lago del Gran Sasso.
Per questo motivo oggi è possibile trovare a breve distanza formazioni rocciose totalmente diverse fra loro: sul massiccio del Gran Sasso la composizione della roccia (il calcare) deriva da fondali marini meno profondi, quindi più ricchi di ossigeno e di organismi viventi. Sulla catena della Laga invece, la scarsa presenza di fossili nella conformazione delle rocce dimostra che faceva parte di un bacino marino molto profondo, perciò meno adatto allo sviluppo di forme di vita organica.
La maggior parte del territorio è costituita in prevalenza da rocce arenarie formate da più strati (di spessore diverso) di granelli di sabbia e argilla che con il passare del tempo si sono saldati fra loro.
Al massiccio del Gran Sasso appartengono le cime più alte dell’Appennino, tra le quali ricordiamo: Corno Grande (m. 2912), Corno Piccolo (m. 2655), Pizzo d’Intermesoli (m. 2635), Monte Corvo (m. 2623), Monte Camicia (m. 2564), Monte Prena (m. 2561), Pizzo Cefalone (m. 2533), Monte Aquila (m. 2495), Monte Brancastello e Monte Portella (m. 2385), Pizzo di Camarda (m. 2332), Monte Tremoggia (m. 2331), Monte Scindarella (m. 2233), Monte Ienca (m. 2208) e Monte S. Franco (m. 2132).
Per quanto riguarda i Monti della Laga, che si estendono fino al confine con Marche e Lazio a nord-ovest, ricordiamo: Monte Gorzano (m. 2458), Cima Lepri (m. 2445), Pizzo di Sevo (m. 2419), Pizzo di Moscio (m. 2411), Cima Laghetta (m. 2369), Monte Pelone (m. 2259), Pizzitello (m. 2221) e Monte Girella (m. 1814).
Il paesaggio che la natura offre è ancora per gran parte inalterato, a volte primitivo e molto vario: si va dai fitti boschi con alberi ad alto fusto alle ampie distese di prati oltre le vette più alte, dai ripidi canaloni che si sviluppano lungo i costoni alle grandi vallate, dalle suggestive pareti rocciose alle grotte naturali. Numerosi sono i corsi d’acqua che caratterizzano l’intera zona: troviamo sorgenti spontanee (con temperatura dell’acqua che difficilmente supera gli 8° C), cascate, ruscelli, fiumi e laghi